Studio Alban Dingo

La Legge di Bilancio 2026 interviene sull’IRPEF con l’obiettivo dichiarato di ridurre il carico fiscale sul lavoro.

Il messaggio è semplice. L’effetto reale, un po’ meno.

Questa circolare sintetizza cosa cambia davvero, con esempi concreti e implicazioni operative per lavoratori e imprese.

🧩 Quadro normativo

Dal 1° gennaio 2026, l’art. 11 del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), come modificato dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), prevede:

➤ fino a 28.000 € → 23%
➤ da 28.000 a 50.000 € → 33% (prima 35%)
➤ oltre 50.000 € → 43%

📌 Punto chiave:
la riduzione riguarda solo la fascia di reddito tra 28.000 e 50.000 euro.

In termini tecnici, si tratta di una modifica dell’aliquota marginale, non di una riduzione generalizzata dell’imposta.

💰 Impatto sulle retribuzioni

La riduzione dell’aliquota si applica solo alla quota di reddito nello scaglione intermedio.

In pratica:

✔️ una parte dei lavoratori non registra alcun beneficio
✔️ per molti l’aumento del netto è limitato
✔️ il beneficio diventa più percepibile solo oltre certi livelli di reddito

👉 Nella maggior parte dei casi, il “taglio IRPEF” si traduce in un incremento contenuto dello stipendio netto.

🧮 Esempio concreto (numeri reali)

👤 Caso 1 – Reddito lordo annuo: 35.000 €

La riduzione si applica solo sulla parte di reddito oltre 28.000 €.

➤ reddito interessato:
35.000 – 28.000 = 7.000 €

➤ riduzione d’imposta:
7.000 × 2% = 140 € l’anno

➤ effetto in busta paga:
140 € / 12 ≈ 11 € al mese

💡 Tradotto:
lo stipendio netto aumenta di circa 10–12 euro al mese.

 

👤 Caso 2 – Reddito lordo annuo: 50.000 €

➤ reddito interessato:
50.000 – 28.000 = 22.000 €

➤ riduzione d’imposta:
22.000 × 2% = 440 € l’anno

➤ effetto in busta paga:
440 € / 12 ≈ 30–35 € al mese

💡 Tradotto:
l’aumento del netto è più visibile, ma comunque limitato.

 

👤 Caso 3 – Reddito lordo annuo: 25.000 €

➤ reddito interessato: 0 €

➡️ Risultato: nessun aumento in busta paga.

 

⚖️ Il ruolo delle detrazioni

La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sulle detrazioni da lavoro dipendente
(art. 13 TUIR, come modificato dalla L. 199/2025).

Questo comporta che:

⚠️ il beneficio teorico può ridursi
⚠️ in alcuni casi può essere compensato
⚠️ in altri può risultare nullo

👉 In sintesi:
riduzione dell’aliquota ≠ aumento automatico del netto in busta paga.

 

🏢 Impatto per le imprese

Per le aziende, il taglio IRPEF non modifica il costo del lavoro.
Il beneficio riguarda il lavoratore, ma in misura limitata.

In concreto:

📉 il netto in busta paga aumenta poco
📊 il costo aziendale resta invariato
📈 le aspettative dei lavoratori tendono a crescere
🔍 aumenta il divario tra percezione e realtà retributiva

💡 In altre parole:
il taglio IRPEF non è un aumento salariale, ma può essere percepito come tale.

 

🎯 Messaggio chiave

Il taglio IRPEF 2026:

  • non cambia il costo del lavoro
    • non produce aumenti significativi degli stipendi
    • ha effetti selettivi e differenziati
  • • crea un gap tra annuncio e risultato reale

Comments are closed

Studio Alban Dingo
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.