Studio Alban Dingo

Nel 2026 aumentare l’occupazione femminile – con particolare attenzione a donne e madri – rappresenta una priorità strategica per le imprese. Significa ampliare il bacino di talento, migliorare la continuità dei team e rafforzare l’attrattività aziendale.
In presenza dei requisiti previsti, sono inoltre disponibili agevolazioni che riducono i contributi a carico del datore di lavoro, rendendo più sostenibili assunzioni e stabilizzazioni.

1) Agevolazioni principali 2026 dedicate alle donne

A) Incentivo “donne svantaggiate” (misura strutturale – L. 92/2012)
Cosa prevede: riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro.
Durata: 12 mesi (tempo determinato) / 18 mesi (tempo indeterminato o trasformazione).
Riferimento: INPS, Circolare n. 111 del 24/07/2013.

B) Bonus Donne “Decreto Coesione” (regole INPS 2025)
Cosa prevede: esonero contributivo del 100% (escluso INAIL) fino a 650 € mensili per lavoratrice.
Durata: fino a 24 mesi, secondo requisiti e casistiche.
Validità temporale: riguarda assunzioni effettuate entro il 31/12/2025; nel 2026 prosegue la fruizione per i rapporti già agevolati.
Riferimento: INPS, Circolare n. 91 del 12/05/2025.

C) Novità 2026: incentivo per l’assunzione di lavoratrici madri con almeno 3 figli
Cosa prevede: esonero contributivo del 100% (escluso INAIL) fino a 8.000 € annui, per datori privati che assumono madri con almeno 3 figli e prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
Nota operativa: per codici, flussi, compatibilità e istruzioni applicative occorre fare riferimento alle indicazioni attuative (INPS).

D) Certificazione Parità di Genere – esonero contributivo
Cosa prevede: esonero contributivo per i datori in possesso della certificazione, nei limiti previsti.
Scadenza: domande entro il 30 aprile 2026.
Riferimento: INPS, Messaggio n. 3804 del 16/12/2025.

Punti chiave da evidenziare

La RAL non cambia: l’incentivo riduce il costo aziendale, non lo stipendio.

Nell’esempio allegato, il risparmio può arrivare fino a circa 7.800–8.000 € annui.

Il margine liberato può essere reinvestito in onboarding, formazione, strumenti e retention.

Sostenere donne e madri significa lavorare sulla continuità lavorativa, spesso la vera barriera di accesso e permanenza.

3) Regola d’oro

Per non perdere l’agevolazione, la verifica va effettuata prima di finalizzare offerta, inquadramento e contratto.

Per una prima analisi sono sufficienti:

  • ruolo e data indicativa di avvio
  • tipologia di inserimento (assunzione / stabilizzazione / trasformazione)
  • elementi essenziali per la verifica dei requisiti (nel rispetto della privacy)

Riferimenti INPS

  • INPS, Circolare n. 111/2013 – Incentivo donne svantaggiate (L. 92/2012)
  • INPS, Circolare n. 91/2025 – Bonus Donne (Decreto Coesione)
  • INPS, Messaggio n. 3804/2025 – Esonero certificazione parità di genere

Per approfondimenti e verifiche di applicabilità, lo Studio resta a completa disposizione delle aziende interessate.

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